Attenzione! Per visualizzare al meglio il sito e usufruire di tutte le funzionalità messe a disposizione
si consiglia di aggiornare la versione in uso di Internet Explorer alla versione 8 o superiore. Grazie!

Con il passaggio alla nuova versione del sito e ad un diverso provider tecnologico, non è più possibile utilizzare la vecchia utenza/password.

Per importare i tuoi dati anagrafici dall'archivio,
clicca qui

Inserisci il tuo codice fiscale e la mail per recuperare i tuoi dati anagrafici ed effettuare il passaggio al nuovo sito:



Abbiamo inviato una e-mail all'indirizzo che ci hai indicato. Accedi alla tua casella di posta e segui le istruzioni inserite nella e-mail per completare il passaggio.
21 maggio 2019
Schede di patologia

Malattia di Parkinson e Parkinsonismi

EPIDEMIOLOGIA

La malattia di Parkinson (MP) è il secondo disordine neurodegenerativo, in termini di frequenza, dopo la  malattia di Alzheimer. Nei paesi industrializzati ha un’incidenza di circa 12/100000 persone all’anno con una  prevalenza, di circa 2 milioni di individui affetti. La malattia è leggermente più frequente nel sesso maschile  rispetto al femminile (60% vs 40%).  Colpisce circa l’1% della popolazione con più di 60 anni e raggiunge il 4% tra i soggetti oltre gli 85 anni. Questo  suggerisce  che  un  fattore  biologico  età  dipendente,  eventualmente  in  associazione  all’esposizione  cumulativa ad un fattore ambientale, sia tra gli agenti determinanti.  Nonostante la prevalenza aumenti progressivamente con l’età, non sono rari i casi in cui la malattia si  manifesta prima dei 50 anni e anche prima dei 40 anni (Parkinson giovanile).   

 

PATOGENESI

 I nuclei della base (nucleo caudato, putamen e globo pallido), un gruppo di strutture cerebrali innervate dal  sistema dopaminergico, partecipano alla corretta esecuzione dei movimenti e sono le aree cerebrali più  colpite nella MP. Questa si manifesta quando la produzione di dopamina nel cervello cala consistentemente.  I livelli ridotti di dopamina sono dovuti alla degenerazione di neuroni, in un'area chiamata Sostanza Nera (la  perdita cellulare è di oltre il 60% all'esordio dei sintomi). Inoltre, nel corso della MP si osserva un progressivo  accumulo di una proteina chiamata alfa‐sinucleina neicosiddetti corpi di Lewy. Inizialmente nel bulbo  olfattivo, nel midollo allungato e nel tegmento pontino, con i pazienti ancora asintomatici. Col progredire  della malattia, i corpi di Lewy si sviluppano nella Sostanza Nera e in altre aree del mesencefalo, nell'ultima  fase, nella neocorteccia. Tuttavia, è dibattuto se i corpi di Lewy rappresentino o meno la causa diretta della  morte cellulare che caratterizza la MP. 

La causa precisa che porta alla MP non è nota ma si ritiene significativa una origine multifattoriale, genetica  e ambientale 

  •  Mutazioni genetiche che determinano una MP sono: alfa‐sinucleina (PARK 1), parkina (PARK‐2),  PINK1 (PARK‐6), DJ‐1 (PARK‐7), LRRK2 (PARK‐8); altre sono fattori di rischio come la mutazione per  glucocerebrosidasi GBA. In generale la MP si esprime qui soprattutto in soggetti giovani.  Circa il 20% dei pazienti presenta una storia familiare positiva per la malattia. Si stima che i familiari  di persone affette da MP presentino, rispetto alla popolazione generale, un rischio di sviluppare la  patologia lievemente superiore.

  • Fattori tossici, esposizione lavorativa: il rischio di malattia aumenta con l'esposizione a tossine quali  alcuni pesticidi o idrocarburi‐solventi (per esempio la trielina) e in alcune professioni (come quella di  saldatore) che espongono i lavoratori a metalli pesanti (ferro, zinco, rame). L'esposizione al fumo di  sigaretta riduce probabilmente la comparsa di MP. Il fumo sembra essere cioè un fattore protettivo.  
navigazione-network

Per supporto ed assistenza:
Segreteria SIN SienaCongress
Via del Rastrello, 7 — 53100 Siena
Tel. 0577 286003 – info@neuro.it

Seguiteci su Twitter:
Seguiteci su YouTube: